Ordinanza del Tribunale di Firenze: il vaccino può avere effetti imprevedibili sul DNA, non può esserci obbligo


Lo scorso 6 luglio, il giudice Susanna Zanda della seconda sezione civile del tribunale di Firenze, ha emesso un'ordinanza per il reintegro sul posto di lavoro di una psicologa, sospesa per non aver ottemperato all'obbligo vaccinale.

Quanto leggiamo nell'ordinanza è di estrema importanza in quanto sancisce che «una persona non può essere costretta, per sostentarsi, a sottoporsi a trattamenti iniettivi sperimentali talmente invasivi da insinuarsi nel suo DNA alterandolo in un modo che potrebbe essere irreversibile, con effetti ad oggi imprevedibili sulla sua vita e salute».

Ciò che viene detto evidenzia le principali istanze che tantissimi cittadini avevano espresso in merito alla sospensione dal lavoro e allo stesso trattamento sanitario. E cioè che si tratta di un trattamento sperimentale, i cui studi sugli effetti sono secretati e protetti segreto militare, pertanto: «un consenso libero e informato non è possibile allorquando i componenti dei sieri e i meccanismi sul loro funzionamento sono coperti non solo da segreto industriale ma anche, incomprensibilmente, da segreto militare».

Inoltre, il giudice equipara la condizione del vaccinato a quella del non vaccinato, in quanto «entrambi possono infettarsi, sviluppare la malattia e trasmettere il contagio».

Dunque, la sospensione dal lavoro è ingiustificata e va inoltre a minare dei diritti fondamentali del lavoratore. Leggiamo infatti nell'ordinanza che «la sospensione rischia di compromettere i beni primari dell’individuo quali il diritto al sostentamento e al lavoro inteso come espressione della libertà della persona e della sua dignità».

Si tratta di un pronunciamento giuridico di enorme rilevanza, poiché pensiamo che esso possa costituire un primo segnale d'arresto all'abuso che è stato esercitato soprattutto sui sanitari e sui lavoratori della scuola a partire dal settembre 2021.

Ciò che succederà in autunno nessuno può saperlo, ma di certo sembra che l'apparato giuridico, seppur con un certo ritardo, stia quantomeno bilanciando le forze in quella che a tutti gli effetti sembra una battaglia contro la persona umana, i suoi diritti fondamentali e la stessa incolumità fisica dei cittadini.


Damien Caragiale



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