Il Green Pass si evolve e diventa ID Pay, strumento onnicomprensivo
Quello che doveva essere uno strumento temporaneo, il Green Pass, da mettere in soffitta con il venir meno dell'allarme Covid, si evolve e diventa invece un dispositivo onnicomprensivo e permanente.
Con l'istituzione del Green Pass è stata messa in atto una vera transizione verso l'identità digitale: tramite la scansione del QR code si verificava lo status (in prima battuta solo sanitario) dell'individuo.
Oggi questo strumento viene ampliato rispetto a quanto abbiamo visto finora, fino a contenere tutto ciò che riguarda il cittadino: dati sanitari, bancari, biometrici e personali.
Come spesso è avvenuto, una norma straordinaria, introdotta per un'emergenza (ricordiamo la riduzione dei diritti personali per la minaccia fantasma del terrorismo), viene normalizzata diventando ordinaria. Quello che è accaduto con il Covid è stato solo un apripista per le novità che arriveranno.
Stiamo infatti entrando nell'internet "delle cose e dei corpi", sempre connessi.
Già in marzo, il ministro Colao aveva annunciato che entro il 2022, si sarebbe istituito l'ID Pay, la piattaforma digitale per l'erogazione dei bonus sociali. Già questo sembrerebbe un avvicinamento al modello cinese del credito sociale, in cui i l cittadino acquista o perde crediti in base al suo "comportamento".
Colao si pone perfettamente sulla scia del “piano di identità digitale” portato avanti dalla presidente Ursula Von der Leyen, la quale aveva parlato di «una tecnologia che ci consenta di controllare in prima persona quali dati vengono utilizzati e come». Ovvero, una identità digitale unica in Europa che traccerà tutte le informazioni e che saremo costretti a usare per qualsiasi cosa.
Pochi giorni fa, il ministro Colao è tornato sull'argomento dichiarando:
«L’Italia è avanti rispetto ad altri Paesi nella digitalizzazione di alcuni servizi. In un anno e mezzo si dovrebbe arrivare a una Schengen digitale europea e il Paese sarà pronto grazie ai servizi sviluppati sull’app Io. Patente e tessera elettorale saranno digitali come digitale sarà il wallet personale». E ancora: «sarà avviata la “piattaforma dell’interoperabilità” dove l'Agenzia delle Entrate, l’Anagrafe, il Ministero dell’Interno e l'Inps agganceranno i propri dati».
Da ultimo, un altro dato importante: la Sogei, azienda “ingaggiata” per strutturare l’IDPay (già gestore della piattaforma Green Pass), richiederà il numero del conto corrente di ogni cittadino.
Il fatto che l'Italia sia avanti è condivisibile: con la supina obbedienza dimostrata nell'accettare forme discriminatorie come il green pass, gli Italiani risultano un terreno molto fertile per nuovi esperimenti sociali.
Ancora più inquietante è immaginare che presto ci sarà un dispositivo indossabile (o impiantabile) che recherà tutte le informazioni dell'individuo e sarà indispensabile per poter godere delle libertà personali. L'individuo sarà quindi detentore di diritti fino a quando gli erogatori del servizio lo riterranno opportuno, naturalmente.
Damien Caragiale

Commenti
Posta un commento